Le Leggende Delle Dolomiti: Gordo E Vinella

Vuoi scoprire con noi le più belle leggende delle Dolomiti?

Chi ci conosce sa bene che siamo dei grandi amanti del nostro territorio: dei colori, dei profumi, ma anche della sua cultura!

I racconti della nostra tradizione narrano le avventure di fate, folletti e animali che popolano il bosco. È una narrativa popolare, un bene prezioso che con passione cerchiamo di tramandare e trasmettere ai nostri figli e anche ai nostri ospiti!

Favole che i nostri nonni erano soliti raccontare ai nipoti nelle lunghe sere invernali quando ancora non c’era la TV a fare compagnia.

In alcuni angoli del nostro Family Hotel puoi anche conoscere da vicino alcuni dei protagonisti di alcune delle leggende delle Dolomiti. Nel nostro bar, ad esempio, avrai sicuramente preso un caffè o fatto 4 chiacchiere “nella baita”: un grazioso angoletto dove un carissimo amico e artista della Val di Fassa, Tullio Bernard, ha dipinto una scena della Leggenda di Gordo e Vinella.

Conosci la leggenda di Gordo e Vinella?

C’era una volta, tanto tempo fa, un giovane di nome Gordo che viveva in un piccolo paesino ai piedi del maestoso Catinaccio.

Gordo aveva 20 anni e, come tutti i ragazzi della sua età, non aveva paura di niente e di nessuno, nemmeno delle streghe che vivevano fra le rocce!

Quando alla fine dell’estate i pastori con i loro greggi scesero a valle, Gordo restò indietro da solo e si nascose in un fienile sul Ciampedie per osservare le streghe senza essere visto.

Le streghe però, grazie alle loro doti magiche, lo scoprirono! Arrabbiate per essere state spiate, lo legarono ad un albero e lanciarono un incantesimo che lo imprigionò nel tronco!

Trascorse l’inverno e in primavera ancora non c’era traccia del ragazzo. Tutti nel villaggio pensarono che fosse stato rapito dalle streghe del Ciampedie e che ormai non ci fosse più nulla da fare.

Nello stesso villaggio di Gordo viveva una fanciulla, Vinella, che era innamorata di lui e non aveva perso le speranze di vederlo ritornare. Era convinta che Gordo non fosse morto, ma fosse vittima di un terribile incantesimo delle streghe.

La ragazza trascorreva l’estate a Gardeccia al pascolo con il suo gregge. Un giorno sul finire della stagione incontrò una ghiandaia che le parlò con voce umana e le disse:

Prendi questi tre pinoli e conservali. Se un giorno vorrai conoscere uno dei segreti che le montagne nascondono e gli uomini ignorano, mettili nella mano sinistra e fissali. Subito arriverò da te e ti spiegherò quello che vorrai sapere!

Vinella lasciò passare qualche tempo prima di chiamare la magica ghiandaia a cui raccontò la storia del suo amato Gordo.

L’uccello la rassicurò subito dicendole che Gordo era ancora vivo! Per liberarlo dal maleficio delle streghe avrebbe dovuto cercare un fiore molto raro: il rododendro bianco. Spiegò poi a Vinella dove avrebbe trovato Gordo e le svelò la formula magica per spezzare l’incantesimo.

Vinella cercò per tutti i pascoli di Gardeccia. Finalmente, al riparo di una grossa roccia, trovò un piccolo cespuglio di rododendri bianchi. Ne raccolse uno e scese di corsa verso il Ciampedie. Si addentrò nel bosco di abeti e si avvicinò a tutti gli alberi fino a quando il rododendro bianco iniziò a scurire: era il segnale, Gordo era vicinissimo!

Vinella allora si fermò e piantò il fiore ai piedi di un maestoso abete. Poi disse a gran voce:

 Jivene burte strie!
(Andatevene brutte streghe!)

Immediatamente il tronco dell’albero si spalancò facendo uscire Gordo che, riconosciuta la bella Vinella, l’abbracciò felice di essere stato finalmente liberato dalle terribili streghe del Ciampedie.

Ma le avventure di Gordo e Vinella non sono ancora finite…

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