Conosciamo La Marmotta

Pubblicato il: Natura

Ciao!

Oggi mi sono trasformato in una marmotta. In questo momento sto uscendo dalla mia tana per andare alla ricerca di tante cose buone da mangiare!

Dove mi trovi

Vivo sulle montagne al di sopra dei 1500 metri, vicino a zone con pochi alberi, grandi prati e pietraie.

Se vuoi venire a vedermi dal vivo mi trovi nei prati del Buffaure o del Vael. Chiedi ai miei amici dell’Hotel La Grotta: ti sapranno dire dove vivo!

Cosa mangiorifugio_pederiva

Sono ghiotta principalmente di radici, erbe e semi: mi consentono di accumulare grassi e mi serviranno per sopravvivere al lungo inverno.

Curiosità su di me

Come farò a superare il lungo e gelido inverno? Semplice! Devi sapere che io sono molto previdente. Durante l’estate faccio delle grandi mangiate in modo da immagazzinare una quantità di grasso che mi servirà a sopravvivere quando sarò al sicuro nella mia tana d’inverno.

Vuoi sapere qual è il mio sport preferito? Il pugilato! Infatti una volta che i piccoli sono cresciuti, la vita delle marmotte si trasforma in una serie di attività e spettacoli a cielo aperto.

Passiamo le giornate a correre e a fare lunghi scivoloni sui prati erbosi. Cosa che consiglio anche a te di provare almeno una volta!

Ma la cosa che più mi piace, è quella di azzuffarmi in continue lotte di pugilato sotto il caldo sole estivo della montagna. Naturalmente sono lotte fatte solo ed esclusivamemarmotte che giocanonte per giocare e divertirmi con i miei amici e infatti finiscono sempre con squillanti fischi di allegria e capriole al sole!

Un’altra curiosità sulla vita delle marmotte è quella di montare la guardia. Mentre le amiche mangiano e giocano, una di noi a turno, monta la guardia facendo attenzione a tutti i rumori del bosco. Al primo avviso di pericolo, emette un fischio forte che si può sentire anche a distanza così tutte quante assieme possiamo scappare verso le nostre tane, sane e salve.

Storia o leggenda?

La marmotta è una bestiola timida e sempliciotta, per non dire incauta. Per questi suoi chiamiamoli “difetti”, all’inizio del mondo pagò un prezzo salatissimo. I predatori, infatti, potevano catturarla e mangiarla a piacimento. La povera marmotta si sentiva al sicuro soltanto nei mesi invernali quando si ritirava nella sua tana a godersi il beato letargo. Tutto questo la rendeva triste. Una tristezza che, anche a distanza di tantissimo tempo, le è sempre rimasta stampata sul musetto. Nonostante ora abbia risolto il suo problema!

Un giorno infatti l’aquila, poiché che non poteva più infilzare gli scoiattoli con il suo becco, rapì i piccoli della marmotta e li mangiò. La mamma disperata si sedette su un sasso e si mise a piangere. Passò di là un camoscio e le chiese il motivo di quelle lacrime. La marmotta lo informò della disgrazia nonché del problema che affliggeva le sue simili: l’incapacità di avvistare i predatori e quindi prendere le dovute precauzioni.

«Perché non fate come noi?» disse il camoscio.marmotta

«E cosa fate voi?» singhiozzò la marmotta.

Il camoscio le spiegò che loro nominano sempre un guardiano. «Quando pascoliamo, uno di noi monta la guardia. Appena nota qualcosa che non va, lancia un fischio per avvertire gli altri di scappare. Solo dall’uomo non ce la caviamo: quello spara all’improvviso e sua la pallottola è più veloce del fischio.»

La marmotta tacque. Poi, piuttosto sconsolata disse: «Noi non sappiamo fischiare.»

Allora il buon camoscio, con pazienza certosina, le insegnò a fischiare. Per tre giorni restò con la marmotta finché non imparò a emettere un acuto fischio, che poi insegnò alle sorelle.

Da allora le marmotte non patirono mai più predazioni indiscriminate. Infatti una di loro sta sempre di vedetta e non appena nota pericoli lancia un fischio assordante. Poi, tutte insieme, guadagnano la tana.

(Racconto tratto da Storie del Bosco Antico di Mauro Corona. Edito Oscar Mondadori Best Sellers 2011)

Vuoi scoprire come comunico con le mie amiche? Guarda il video!

 

 

 

 

 

 

 

 

Un caro saluto a tutti i bambini!