Gli Animali della Val di Fassa: il Gracchio Alpino

Pubblicato il: Natura

Mi presento: sono il Gracchio Alpino!

Nel nostro viaggio alla scoperta degli animali più amati della Val di Fassa, oggi andiamo a conoscere da vicino il Gracchio Alpino!

Dove mi trovi?

Visto che mi chiamo alpino, immaginerai dove abito… Esatto! Sulle Alpi e principalmente in zone rocciose e con cave. Ovviamente questo in estate, nei periodi freddi, invece, mi trasferisco in pianura.

Cosa mangio?

Sono onnivoro, quindi mangio un po’ di tutto: sia carne che vegetali. I miei cibi preferiti, oltre agli insetti che trovo d’estate, sono i mirtilli e anche l’uva ursina. Naturalmente, in inverno mangio la frutta che trovo abbandonata nei frutteti, come le mele non raccolte.

Curiosità su di me:

  • Quando vai in qualche rifugio di montagna, come ad esempio il Vajolet in Val di Fassa, oppure sali in cima al Pordoi, mi puoi trovare. Sarò anche un animale selvatico, ma non so dire di no all’occasione di mangiare qualcosa di buono! Se avrai occasione di vedermi, infatti, starò mangiando qualcosa donatami da un turista che è passato prima di te.
  • La mia casa: la mia casa è tra le pareti rocciose e io e la mia compagna nidifichiamo in queste zone. La nostra casa è un bel nido di rami ed erba secca.
  • Gli stormi: io non sono un tipo che ama la solitudine, infatti, vivo in stormi che possono raggiungere anche una decina di componenti e crescere in inverno.
  • Come distinguermi: hai notato che sono un uccello colorato? No? Fai attenzione, perché mi puoi distinguere dai miei cugini neri (merli o corvi), per via del mio becco giallo e delle mie zampe rosse!

Storia o leggenda?

Al Gracchio toccò più o meno la stessa avventura del Merlo. Si incontrarono per caso sotto le Marmarole. Il Gracchio, che aveva il becco marrone, così come le zampe, si meravigliò non poco vedendo il Merlo con il becco giallo. “Che bel becco che ti è venuto! Che è successo?” gli domandò.

“Un pittore piuttosto irascibile mi ha sbattuto il pennello in faccia” rispose il Merlo.

“E dove sta questo pittore?” chiese all’amico il Gracchio.

“Laggiù” disse il Merlo segnando con il capo verso la valle lontana. “Laggiù in un prato, è un pittore famoso.”

Subito il Gracchiò si alzò in volo per vedere se avesse avuto la fortuna di individuare il maestro. Voleva pure lui un bel becco giallo!

Quando fu alto nel cielo, vide un puntino sul prato indicatogli dal Merlo. Calò in picchiata e trovò il pittore che dormiva coricato nell’erba secca, ancora fiaccata dalla neve appena disciolta. Siccome il Merlo lo aveva avvertito che si trattava di un pittore famoso non osò svegliarlo per farsi pennellare il becco di giallo.

“Mi arrangerò da solo” pensò. Si posò sulla tavolozza e infilò il becco nel grumo di colore. Non si era però accorto che le sue zampette erano sprofondate nel rosso. Un rosso vivo chiaro, usato da Tiziano, il pittore, per dipingere l’erica che cresce alla base delle montagne.

Il pittore si svegliò dal riposino ristoratore e accortosi che il Gracchio pastrocchiava nei suoi colori, raccolse un pezzo di ramo e glielo tirò addosso. Lo colpì in testa pro
vocandogli un bel bernoccolo!

Da quel giorno i gracchi alpini hanno il becco giallo come i merli, le zampe rosso chiaro e un bel bernoccolo sul capo.

(Racconto tratto da “Storie del Bosco Antico” di Mauro Corona. Edito Oscar Mondadori Best Sellers 2011)

 

Ti posso fare un regalo? Ecco un video di me con la mia famiglia e i mie amici mentre voliamo tra le montagne!