La Stella Alpina: Una Favola Per Tutti

Pubblicato il: Natura

Come sono nate le Stelle Alpine?

Carissimi bambini (e bambini cresciuti da un po’)… Come ben sapete, adoro leggere! Qualche giorno fa, fra i miei tanti libri, ho trovato questa piccola storia sulla Stella Alpina: il fiore simbolo della montagna che spesso abbiamo visto e ammirato nelle nostre gite e passeggiate.

Ho pensato che sarebbe stato bello raccontarvi questa favola, magari potete leggerla prima di andare a dormire e sognare questi bellissimi fiori!

La favola delle Stelle Alpine

Tanto tempo fa, durante la Creazione del nostro mondo, il buon Signore guardava il suo Creato prendere piano piano vita.

Un giorno, i suoi angeli più giovani volarono sulla Terra e ne osservarono le meraviglie.

A un certo punto sentirono una voce gridare: Angeli, guardate come sono desolate e vuote le mie rocce. Dappertutto sono ricoperta da rigogliosa vegetazione, ma qui… qui è tutto così desolato”.

Gli angeli seguirono quella voce straziante, fino a giungere alle montagne e lì videro con i loro occhi, quello che la voce aveva detto.

“La Terra ha ragione. Qui è tutto così vuoto e arido” disse un angelo dagli occhi azzurri ai suoi amici.

“Hai ragione” – annuì un altro angelo – Dobbiamo fare qualcosa per queste rocce. Viste così non sono per nulla belle” aggiunse un altro angelo. Così propose di andare dal Signore a chiedergli di fare qualcosa. Tutti gli altri angeli annuirono concordi e dopo aver assicurato alla Terra che avrebbero fatto il possibile per aiutarla, volarono dal Signore.

Gli angeli chiedono di poter abbellire le rocce…

Non appena giunsero dal Signore, chiesero se si poteva fare qualcosa per quelle rocce.

“Per quale motivo dovremmo adornare quelle rocce? In quei posti abitano gli Spiriti decaduti. Loro non hanno nessun diritto ad ammirare con i loro piccoli occhi infidi le meraviglie del Creato” dissero gli angeli anziani osservando con disapprovazione i tre giovincelli che continuavano a guardare speranzosi il buon Signore.

“Avete ragione tutti, ma voglio darvi una possibilità” disse il Signore poco dopo, posando il suo sguardo benevolo sui tre angeli. “Se volete dare una veste nuova alle rocce della Terra, allora fatelo pure” aggiunse e i tre annuirono entusiasti. Dopodiché seguiti anche da altri giovani angeli, andarono sulla Terra, fino alle sue rocce e lì rimasero in cerca di ispirazione. Nel cielo il Signore e gli angeli anziani aspettavano di vedere che idee gli sarebbero venute.

“Ora non possiamo creare proprio nulla” disse un angelo, osservando il Sole calare per lasciare spazio alla Luna. “Sta arrivando la notte e senza la luce del Sole, non possiamo fare nulla di bello. Dobbiamo aspettare domani mattina.”

Ma abbiamo la Luna! Perché non possiamo sfruttare la sua luce argentata?” chiese una vocina e poi anche le stelle ci potranno dare una mano aggiunse, ammirando le giovani stelle brillare nel buio del cielo.

Un aiuto inaspettato…

Un altro angelo fece per dire qualcosa, ma in quel momento sentirono dei rumori tra le rocce e si azzittirono curiosi. Udirono sassi rotolare, voci mormorare e capirono divertiti che erano i nani: gli “Spiriti decaduti” a fare tutto quel rumore. Poco dopo il silenzio scese di nuovo sulle rocce, così gli angeli decisero di sfruttare la luce della Luna e delle stelle per creare qualcosa che le abbellisse.

Non appena si misero all’opera, però, si resero conto che la loro impresa non sarebbe stata così semplice: nessuna radice di nessun fiore creato da loro, riusciva a farsi strada in quel terreno così duro. Gli angeli si guardarono tra loro afflitti.

Ad un certo punto, mentre parlavano tra loro alla ricerca di una soluzione, un nano sbucò dalle rocce.

“Fratelli del cielo, che cosa fate qui? Avete bisogno di aiuto?” domandò osservandoli.

“Caro fratello, siamo qui perché vorremmo abbellire questa zona della Terra, ma purtroppo tutti i nostri tentativi non hanno portato a nulla di concreto” spiegò l’angelo con gli occhi azzurri rattristato.

“Sarebbe solo questo il vostro problema? È facile aiutarvi! esclamò il nano divertito.

“E come potreste aiutarci?” domandò un altro angelo curioso. Il nano, sorridendogli, fischiò dalle sue piccole labbra rossastre e subito dopo apparvero di fronte ai loro occhi, una moltitudine di nani! Tutti erano in attesa che il primo nano, il loro capo, gli parlasse.

I nani aiutano gli angeli a creare le Stelle Alpine

“Fratelli, andate a prendere la terra dalle Alpi. Versatela qui, nelle fenditure delle rocce. I nostri fratelli angeli lo desiderano!” Subito i nani sparirono nel buio della notte per compiere la missione. Per molto tempo si udirono le risate e i brontolii dei nani che con le loro piccole mani, portarono con pazienza la terra negli spazi tra le rocce.

“Grazie!” Dissero gli angeli, non appena ogni più piccola fenditura fu riempita. “Adesso sta a noi fare qualcosa per voi!” Così con la loro voce cristallina guidarono la luce delle stelle in ogni più piccola fenditura della Terra. Lì nacquero delle piccole gemme di foglie argentate. Da quelle piccole foglie, sbocciarono poi dei fiori a forma di stelle, che piano piano ricoprirono le rocce.

Oggi noi uomini chiamiamo quei piccoli, bellissimi e rarissimi fiori, Stelle Alpine.

Non appena gli angeli osservarono il loro creato, tornarono in cielo per andare dal Signore e i nani che fino a quel momento erano rimasti in silenzio, andarono stupiti ad ammirare la moltitudine di Stelle Alpine che ricopriva le rocce della Terra.

Essi accarezzarono ammirati le piccole foglie e i fiori e promisero che ne sarebbero diventati i guardiani, per proteggerli e curarli. Ancora oggi infatti, i piccoli nani si occupano di questa loro missione: curare e proteggere le belle, quanto rare stelle alpine.

Bambini, vi ricordo che se mai troverete una stella alpina lungo il vostro cammino, ammiratela quanto volete, ma non raccoglietela. I fiori sono belli dove si trovano, nel loro mondo, soprattutto le Stelle Alpine!

(Storia tratta dal libro “Storie di fiori di montagna” di Jakob Streit)

 

Ti piacerebbe leggere altre storie e curiosità sulle nostre Dolomiti?

Scopri la rubrica a cura di Sandro!