Lo Scoiattolo

Pubblicato il: Natura

E come potevo mancare io? Mi presento: sono lo Scoiattolo!

Dove mi trovi

La mia casa sono i boschi e le foreste, soprattutto quelle in cui posso trovare il cibo necessario per superare l’inverno.

Cosa mangio

Sono onnivoro e quindi mangio quasi di tutto ma preferisco le nocciole, le noci e le ghiande. Non disdegno nemmeno gemme e uova di uccelli.

Curiosità su di mescoiattolo 3

Ci sono tante cose che ti voglio raccontare di me, cominciando dal colore della mia pelliccia. Se hai mai avuto la fortuna di vedermi dal vivo, forse hai notato che non siamo tutti uguali. La pelliccia infatti può variare dal rossiccio al marrone scuro. Da cosa dipende? Principalmente dal tipo di ambiente in cui viviamo.

E hai mai notato la mia bellissima coda? Mi serve principalmente per mantenere l’equilibrio quando salto da un ramo all’altro. Ma non solo. Mi serve anche quando dormo: infatti mi avvolgo attorno ad essa per tenermi al caldo, proprio come fai tu con le coperte.

scoiattolo americanoMa c’è un’altra cosa che vorrei raccontare. Come avrai notato la mia pelliccia è rossa, mentre forse ti sarà capitato di vedere nel bosco degli scoiattoli grigi. Loro sono gli scoiattoli americani e anche se non andiamo molto d’accordo, te li presento lo stesso.

Ecco il mio caro cugino mentre rosicchia una pigna. A questo proposito volevo raccontarti un’altra curiosità sul mio conto. Lo sai che camminando nei boschi, guardandoti attorno con un po’ di attenzione, puoi trovare delle tracce del mio passaggio? Se per caso trovassi delle pigne rosicchiate, vuol dire che sono passato io!

Ovviamente delle pigne di cirmolo che non devi confondere con quelle rosicchiate dai topini.

Un’altra cosa che scoiattolo 4mi piacerebbe spiegarti è cosa faccio d’inverno. Tutti pensano che vada in letargo, ma non è così. Infatti io non dormo per tutto il periodo invernale ma alterno dei periodi di lungo sonno con dei periodi in cui vado alla ricerca di cibo. Conservo le mie provviste in diversi depositi nel bosco e mi servo del mio olfatto per ritrovarle. Vado ghiotto di nocciole, ghiande, cortecce, germogli, gemme e pinoli e inverno esco quasi ogni giorno dal mio nido per andare a prelevare il cibo che ho accumulato.

E infine…Ti presento la mia famiglia!

Storia o leggenda? La favola dello Scoiattolo Bernardo

C’era una volta, nel parco di un vecchio castello ormai diroccato, un’antica e generosa quercia. Alla biforcazione di due robusti rami, cinque allegri scoiattoli striati avevano costruito la loro casa.

La dimora aveva sette capaci magazzini, spalancati come bocche di uccellini sempre affamati. Per tutta l’estate, gli scoiattoli non facevano che correre, giorno e notte, per riempirli di cibarie. Se volevano arrivare a vedere la primavera, dovevano affrontare il lungo inverno con la dispensa piena. Non si riposavano mai ma si davano da fare per raccogliere ed ammassare grano, noci, ghiande e bacche. Lavoravano tutti. Tutti, tranne Bernardo.

Bernardo era uno scoiattolo dal musetto intelligente, le orecchie da filosofo, il pelame lucente e una bella coda folta. Mentre i suoi compagni correvano avanti e indietro trafelati con le zampine cariche di provviste, se ne stava assorto con il muso all’aria e gli occhi chiusi.

«Bernardo, perché non lavori?», chiesero gli scoiattoli.

«Come, non lavoro», rispose Bernardo un po’ offeso. «Sto raccogliendo i raggi del sole per i gelidi giorni d’inverno».

Poi lo videro seduto su una grossa pietra, con gli occhi fissi sul prato. Così domandarono: «E ora, Bernardo, che fai?».

scoiattolo 2

«Raccolgo i colori» rispose lo Scoiattolo con semplicità. «L’inverno è così grigio».

Altri quattro scoiattolini correvano, sempre più affannati. I magazzini intanto si riempivano di nocciole, bacche e squisitezze. Bernardo, invece, se ne stava accoccolato all’ombra di una pianta.

«Stai sognando, Bernardo?», gli chiesero con tono di rimprovero.

Bernardo rispose: «Oh, no! Raccolgo parole. Le giornate d’inverno sono tante e sono lunghe. Rimarremo senza nulla da dirci».

Venne l’inverno e quando cadde la prima neve, i cinque scoiattolini si rifugiarono nella loro tana dentro la grande quercia. I primi giorni furono pieni di felicità.  Mentre fuori fischiava il vento gelido, gli scoiattolini facevano una gran baldoria. Suonavano le nacchere con i gusci di noce, cantavano e ballavano. E prima di dormire con il pancino pieno si divertivano a raccontare storielle divertenti sulle volpi rimbambite. Ma, a poco a poco, consumarono gran parte delle provviste. I magazzini si vuotarono uno dopo l’altro: finirono le nocciole, poi le ghiande (anche quelle amare) e infine le bacche. Rimasero solo le radici meno tenere. Nella tana si gelava e nessuno aveva più voglia di chiacchierare.

Improvvisamente si ricordarono dello strano raccolto di Bernardo. Del sole, dei colori, delle parole.
«E le tue provviste, Bemardo?», chiesero.

Bernardo si arrampicò su un grosso sasso e cominciò a parlare: «Chiudete gli occhi. Ora sentite i caldi, dorati raggi del sole che si posano sulla vostra pelliccia: sono lucenti, giocano con le foglie, sono colate d’oro…». E mentre Bernardo parlava, i quattro scoiattolini cominciarono a sentirsi più caldi. Che magia era mai quella?

«E i colori, Bernardo?», chiesero ansiosamente. «Chiudete gli occhi». Quando parlò dell’azzurro dei fiordalisi, dei papaveri rossi nel frumento giallo, delle foglioline verdi dell’edera, iniziarono a vedere i colori dei campi.

«E le parole, Bernardo?». Bernardo si schiarì la gola, aspettò un attimo, e poi, come da un palcoscenico, iniziò a narrare la sua storia.

«Nascosto nel tronco di un albero, nel mezzo di una foresta meravigliosa, vive uno scoiattolo dal pelo rosso, lo sguardo brillante e la coda a pennacchio. Questo straordinario scoiattolo porta sul capo una corona di noci. Si narra sia un genio: possiede dei poteri magici e conosce molti segreti. Ogni volta che un coniglietto viene ferito da un cacciatore, è il genio scoiattolo che dice qual è la pianta utile per guarire la ferita. Quando un uccellino si rompe un’ala è il genio scoiattolo che gli applica un supporto di sottili aghi di pino perché possa volare ancora. Ma la cosa che gli riesce meglio è guarire i cuori malati di tristezza e di paura.»

«Ci vogliono tante coccole e tanta tenerezza per vivere», afferma il genio scoiattolo. «Tutte le creature del bosco sono come dei fiorellini che appassiscono se non sono baciati dai raggi di sole. Quando un animaletto è triste, io faccio il raggio di sole. E lui riapre i petali del suo cuore».

Quando Bernardo tacque, i quattro scoiattolini applaudirono e gridarono: «Bernardo, sei un poeta!».

Bernardo arrossì, si inchinò e disse modestamente: «Lo so, cari musetti».

Storia tratta dal sito www.qumran2.net

Vuoi sentire come parlo con i miei amici? Guarda il video!

Prima di lasciarti vorrei raccontarti un’altra cosa. Dalla scorsa estate al Ciampedie (a Vigo di Fassa) si trova un sentiero tutto dedicato a me. Un sentiero che potrai percorrere anche con i tuoi genitori. Lungo il percorso troverai alcune notizie su di me che ti permetteranno di conoscermi meglio. Io sarò lì ad aspettarti e chissà: se avrai fortuna e saprai ascoltare la natura che ti circonda, forse mi vedrai!

E adesso tocca a te: colorami!

scoiattolo disegno

Buon divertimento!