Una vita da marmotta

Pubblicato il: Natura

Ci sono un sacco di cose da fare”.
È il tipico pensiero di una marmotta delle Dolomiti di ritorno dal letargo.
È tempo di scrollarsi di dosso il torpore dell’inverno”.
È un animale particolarmente socievole: da questa qualità spesso dipende la sua sopravvivenza.
In Primavera la si vede crogiolarsi sotto il sole in compagnia di tutto il branco.
Come distinguere questo roditore da uno scoiattolo? Quando è possibile avvicinarlo?
Vediamo insieme di conoscerlo meglio.

Aspetto: la marmotta è un animale dal corpo tozzo, lungo 70 cm, di cui 20 solo la coda. Pesa all’incirca 6 kg. La pelliccia è folta e ruvida, grigio-bruna sul dorso, mentre la parte inferiore è di color ruggine. Ha zampe possenti con lunghi artigli ed il muso largo e corto. La testa è paffuta e la posizione degli occhi arretrata gli consente di avere un largo campo visivo, mentre le sue orecchie sono piuttosto piccole. I denti incisivi sono molto sviluppati. La coda è lunga, scura, pelosa e termina in un ciuffo nero.
Abitudini: le marmotte vivono in gruppi, amano il sole e a fine ottobre si ritirano in tane scavate profondamente nel terreno e vi trascorrono l’inverno in stato di letargo.
Habitat: vive ad alta quota (oltre 1.500 metri) dove trova terreni più stabili.
Cosa mangia: la marmotta è vegetariana, si nutre di erbe e graminacee, germogli e radici, fiori, frutta e bulbi. Non beve: introduce dell’ acqua grazie al consumo di piante.
Riproduzione: il periodo degli amori va da aprile a giugno: dopo poco più di un mese di gestazione, partorisce

da 2 a 5 piccoli, nudi e ciechi. Quaranta giorni dopo la nascita saranno indipendenti dalla madre.
Difesa: la marmotta sopravvive meglio in gruppo. La prima che si accorge di un pericolo da l’allarme con ripetuti fischi acutissimi; quando avvista l’aquila reale, suo principale nemico, emette un unico lunghissimo fischio.
Curiosità: la retina dell’occhio della marmotta è priva di bastoncelli. Questo le impedisce di vedere in mancanza di

luce. La cecità del tramonto la obbliga a rifugiarsi nella tana in attesa di un nuovo giorno.

Allora? Quante ne avete già avvistate?