Chi è e cosa fa l’Albergatore?

Oggi ti racconto un po’ di me… del perché sono arrivato alla Grotta e di come la mia vita è cambiata.

Nel dicembre del 1992 alla Festa dei Coscritti… aspetta un attimo, sai cos’è? Giusto non puoi saperlo mica abiti in Val di Fassa… dunque, è una gran baldoria dove per 2 giorni si ritrovano i ragazzi e le ragazze della Valle che compiono i 18 anni per festeggiare la maggiore età.

Proprio in mezzo a tutta quella confusione mi sono ritrovato a ballare con Carlotta, non la conoscevo neppure o meglio… in paese tutti la nominavano ma io che abitavo a Bolzano non avevo ancora avuto l’occasione di parlarle. Anche perché lei è sempre stata molto riservata a differenza di me che, ahimè, mi fermerei a parlare anche con i sassi!

È bastato un ballo per capire che avevo di fronte a me la donna della mia vita: lo è tuttora e me ne innamoro ogni giorno di più anche se sono trascorsi ben 27 anni da quella serata magica.

Così, un po’ per caso, un po’ perché andavo a cercarla ovunque (mi informavo da amicizie in comune quando e dove andava a sciare, se usciva la sera… diciamolo un po’ l’ho pedinata!) abbiamo iniziato a frequentarci e dopo circa 3 anni abbiamo sentito la voglia di costruire insieme qualcosa di speciale.

E così è nato il nostro Hotel per bambini in Val di Fassa. Sandro e Maria ci hanno accolti anzi ci hanno spalancato la porta di casa insegnandoci tutto quello che sapevano sull’ospitalità e sul turismo: speriamo davvero di aver appreso tutto, anche se sappiamo bene che non si finisce mai di imparare e ancora oggi amiamo confrontarci con loro e chiedere consigli e pareri.

Da perito meccanico responsabile di un’officina che costruiva pantografi per le statuine in legno, mi sono ritrovato alla Grotta senza sapere nulla di cosa avrei fatto… ma per amore (e voglia di nuove sfide) si fa questo e altro.

I primi mesi è stata dura, non trovavo il mio posto… tanta gavetta: dalla cucina, alla sala, al bar, fino a quando ho iniziato a fare davvero quello che mi piaceva. Quando mi chiedono: “Che cosa fai nella vita?” Rispondo: “Il lavoro più bello del mondo: l’albergatore, a modo mio!”

Ti verrà da sorridere e penserai che sono pazzo!

Ebbene sì, lo sono: sono un pazzo inebriato di emozioni. Quelle che riescono a trasmettermi le persone che abbiamo la fortuna di ospitare nelle nostra Casa e i nostri collaboratori che, con pazienza ed entusiasmo, lavorano al nostro fianco.

La gioia che provo quando vado in montagna, l’ebrezza degli sci, l’adrenalina del rafting, la tranquillità della bici, sono una continua ricarica di energia positiva.

Quando arrivano gli ospiti sono felice perché do il benvenuto a degli amici nuovi o saluto quelli di vecchia data. A volte mi sembra che la Grotta sia una “casa di cura” perché dopo un giorno dall’arrivo i nostri ospiti cambiano faccia: la loro espressione diventa rilassata e felice e questa per me è la più grande soddisfazione.

Mi piace poter dar sfogo alla mia creatività inventando stanze con gli alberi, gite e attività sempre diverse e divertenti. Ci sono tante cose da fare in Trentino in inverno, innumerevoli luoghi fantastici da scoprire.

Per esempio, sai dove andare a ciaspolare in Val di Fassa o i migliori percorsi di Trekking sulle Dolomiti? Senza voler passare per il saputello di turno, ti dico: chiedi a me e ti saprò dare tutte le indicazioni perché ormai conosco questa terra meglio delle mie tasche!

Il lavoro di albergatore è fatto, come tanti altri, di continui aggiornamenti sulle mode del momento che è giusto conoscere e quanto riteniamo giusto seguire.

La cucina cambia continuamente: non ci sono solo i canederli trentini ma anche la Sacher rivisitata o il cervo cotto nel fieno. I cocktail sono sempre in evoluzione: saper preparare un aperitivo ben equilibrato è un’arte. Anche il modo di giocare dei bambini è diverso, ogni generazione ha i suoi giochi e i suoi beniamini. E poi ci sono i nuovi sistemi di prenotazioni online, il marketing e la parola tanto usata quanto temuta: “recensioni”.

Come puoi immaginare non mi annoio e ho l’opportunità di crescere e reinventarmi ogni giorno da piccolo imprenditore che lavora con il cuore.

Io e Carlotta amiamo così tanto questo lavoro e siamo riusciti a trasmettere ai nostri figli Michele e Lorenzo questa nostra passione, questo modo di vivere che… a volte oserei dire è come essere quasi in una bolla felice.

Con loro abbiamo intrapreso una nuova avventura di cui vi parleremo nella prossima newsletter: stay tuned!

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