Alla scoperta del Teroldego

Conosciuto come vino principe del Trentino, il Teroldego è un rosso locale rinomato sin dai tempi del Concilio di Trento.
Si abbina perfettamente a tanti piatti della cucina quotidiana contemporanea e alle ricette tipiche autunnali.
Il nome trae origine dai termini tedeschi “Tiroler” e “gold”, ovvero l’Oro del Tirolo, come era chiamato il Teroldego alla corte di Vienna, quando il Trentino e i suoi prodotti facevano parte dell’impero austroungarico.

Il suo habitat ideale è la Piana Rotaliana, in provincia di Trento. Il suolo ricco di elementi nutritizi e le pareti rocciose che proteggono i vigneti dal freddo hanno dato vita ad un’ambiente unico, tanto che al di fuori di questa zona il Teroldego appare completamente diverso da come lo conosciamo.

Il vino ha colore rosso rubino brillante e profumo caratteristico, fruttato con fragranze di mora, lampone, mirtillo e viola mammola. All’assaggio è un vino secco e sapido, potente, ma morbido, con

un finale leggermente amarognolo.

Il Teroldego viene prodotto anche in versione rosato e come Riserva, con un invecchiamento minimo di due anni.

Se bevuto giovane, il Teroldego va servito a una temperatura di 18 °C; in tavola si abbina a molti piatti quotidiani, come salumi, minestre, uova, formaggi poco stagionati, secondi piatti di carne bianca e a ricette tipiche autunnali, a base di funghi, zucca e castagne.

Con qualche anno di invecchiamento (e servito a una temperatura di 20/21 °C) si sposa bene con formaggi invecchiati, arrosti, cacciagione, bolliti e grigliate.